Story of my life 🎶

Diabete tipo 1A immuno mediato.

É una sfiga.

Buon compenso glicemico, stazionario, si conferma la terapia in atto.

È un impegno.

Non sempre, ci sono dei momenti in cui sei quasi in modalità automatica. O di negazione. Poi ci pensa microP a vibrare, e suonare, e riportarti nella realtà del controllo della tua malattia.

È uno stigma.

Ti preoccupi troppo, devi rilassarti di più, devi fare più sport, devi vivertela con più leggerezza, devi berci su, devi prenderti cura di te, meno gin tonic e più tisane, sei troppo seria, devi fare solo un po’ di detox, dovremmo fare tutti un po’ di detox, sei troppo brava, sei troppo precisa, devi iscriverti in palestra, devi fare nuoto, devi fare più sesso, devi lavorare meno, devi seguire queste ricette, devi bere ogni mattina un bicchiere di acqua tiepida con questo e quello, devi fare 30 minuti di camminata al giorno, devi volerti bene così come sei, devi esprimere le tue necessità e le tue emozioni, devi parlare meno e ascoltare di più, sei troppo legata al passato, non devi aver paura di cambiare, sii più gentile con te stessa, vuoi essere troppo sotto i riflettori, devi essere protagonista della tua vita, non lamentarti c’è anche chi sta peggio, sei in formissima, non devi sentirti responsabile di tutto, sei una grande, non devi pensarci, ti preoccupi troppo, devi rilassarti di più, devi fare più sport, devi vivertela con più leggerezza,…

“Puoi passare a ritirare il materiale del micro, previo accordo con me”
“Ok grazie. Anche oggi?”
“No, oggi non riesco”
“Ok, lunedì prossimo?”
“No, dovresti essere in carico all’ufficio protesica”

Un mese e mezzo dopo. Tre telefonate, sei tentativi precedenti senza risposta, tre mail scritte, tre mail ricevute, qualche decina di whatsapp con tre persone diverse, tre ordini di sensori sostitutivi, tre pacchi consegnati con corriere, dodici mail automatiche, un giorno di ferie, due scatoloni.

È la quotidianità.

Ci sono le emozioni che sballano le glicemie, le scelte consapevoli di rischiarsela un po’, dimenticarti per qualche momento della malattia, sentirti fragile ed impotente, rinascere ogni giorno, non dare nulla per scontato, essere grata e non voler fare a cambio.

È la vita.

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