passo dopo passo

Il programma oggi era uno. Le glicemie (troppo) alte si sono messe di traverso.

Correre con le glicemie alte (per me) è un po’ come correre con quella spossatezza del troppo sonno addosso, con le gambe molli e inchiodate allo stesso tempo, le spalle un po’ ricurve e 37,5’C di febbre…

E allora mi sono detta: cambio programma! Oggi non ci si ferma e non si cammina. Obiettivo: arrivare in fondo senza darla vinta alla malattia, non oggi.

Sulla curva prima dell’ultimo rettilineo una ragazza ventenne con il fondoschiena forse un po’ più largo del mio e molto in forma mi supera veloce. Sorrido, ripenso alle mie corse dopo l’esordio del diabete, quasi vent’anni fa, a tutta la strada fatta da allora, ai continui cambiamenti e adattamenti necessari, alla consapevolezza maturata, passo dopo passo, su cosa vuol dire, per me e concretamente, convivere con la malattia.

Sorrido, non invidio quella ragazza che mi ha appena superato, sono contenta per lei, le auguro il meglio per i pensieri, i desideri, le preoccupazioni che sta portando in giro con sé in questa sua corsa. 200 m dopo la vedo camminare – era l’allungo finale penso. Tocca a me superare lei ora, con meno scioltezza ma non meno determinazione.

Sorrido. Da questo punto in poi – ormai lo so – in fondo ci arrivo, anche quando non sento più energia, le glicemie in picchiata, le gambe di ghisa.

I miei ultimi 200 m sono tutti di cuore.

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